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Bandiera Grecia

Crociere ai Caraibi

Crociere dicembre 2010 - gennaio 2011 Martinica e Grenadine su catamarano Lagoon 440.
Per maggiori informazioni info@avelecazzate.com


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Programma crociera Caraibi 2010

1° Giorno

Arrivo ai Caraibi A Fort de France, trasferimento a Le Marin e imbarco a bordo sul nostro catamarano, drink del benvenuto e sistemazione nelle cabine, cena in uno dei caratteristici locali della zona.

2° Giorno - Marigot Bay

Cambusa e partenza da Le Marin verso ST.LUCIA, 3/4 ore circa di navigazione, l’Aliseo e il sole non mancheranno di certo all'appuntamento bagno e pranzo  nella bella baia di Marigot Bay dove passeremo la notte.

3° Giorno - Bequia

Partenza di prima mattina, bella traversata fino a BEQUIA, 7/8 ore di piacevole navigazione lungo St.Lucia e St.Vincent alla ricerca dei Delfini, balene e pesci volanti che ci accompagneranno tutta la navigazione. Arrivo nel primo pomeriggio, dogana e shopping in questo splendido scalo.

4° Giorno

Risveglio nel cuore delle GRANADINE, dopo 2 ore di navigazione ed un ancoraggio per la colazione a PETIT NEVIS, adorerete MOUSTIQUE, l'isola dei miliardari. Immersa in un'acqua limpida, come  acquario naturale dal color turchese, bella passeggiata nei palmeti lungo le spiaggie e cenetta a lume di candela.

5° Giorno - Mayreau

Arrivo a MAYREAU, 2 ore circa. L'ancoraggio di Salt Whistle Bay è una vera cartolina: spiaggia di sabbia bianca e palme da cocco...poi che dire bisogna vederla non si può spiegare.

6° Giorno - Tobago Cays

Dopo 1 ora di navigazione, finalmente Il gioiello dei Caraibi, i TOBAGO CAYS, piccole isolette, laguna paradisiaca, pesci, tartarughe ed aragoste in 1 massimo 2 metri di acqua...e la sera nel barbecue. Maschere, pinne e tubi saranno d'obbligo per fare dello snorkeling. Questa riserva è veramente una leccornia per gli occhi.

7° Giorno - Union

Un altro momento indimenticabile della vostra crociera, il passaggio a MORPION, piccola isoletta di sabbia bianca persa in mezzo al mare. Dopo mezzogiorno bagno a PALM ISLAND, poi rifornimento e serata ad Union, Steel Band e piccolo ristorante in zona.

8° Giorno - Béquia

Risalita verso Béquia dopo un ultimo bagno a Mayreau.

9° Giorno - Santa Lucia

Risalita verso Santa Lucia, una bella giornata in bicicletta se volete. Prendete la traina e mettetela per un ultimo thasard o altro pesce spada prima dell'arrivo nel sito grandioso dei Due Pitoni.

10° Giorno

Arrivo in Martinica a Le Maren, sbarco, facendo attenzione a non dimenticare nulla della bellissima esperienza caraibica.


Il  percorso è di massima, può  subire  alcune modifiche, in base alle condizioni meteo marine o, se tutti d’accordo, e/o  prolungare alcune soste.


La storia di Martinica

Martinica fu scoperta da Cristoforo Colombo in occasione del suo 4° viaggio, nel 1502. L’isola era abitata dagli indiani caribi ed era chiamata Madinina, “L’isola dei fiori”.
Nel corso del XVII secolo fu colonizzata dalla “Compagnie des Iles d’Amerique” che  fondò un piccolo insediamento sulla costa nord-occidentale, che divenne poi l’antica capitale Saint-Pierre.
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Il 31 ottobre 1636 il re Luigi XIII firmò un decreto che autorizzava l’utilizzo degli schiavi nelle Antille Francesi.
Cominciò così un’intensa opera di colonizzazione, che portò all’inevitabile conflitto con le popolazioni caraibiche; le opere di disboscamento intraprese dai coloni per l’inserimento delle piantagioni di canna da zucchero acuirono i conflitti con le popolazioni indigene, cacciate definitivamente dall’isola nel 1660.
L’isola fu poi soggetta alle mire inglesi, che l’occuparono per quasi tutto il periodo compreso tra il 1794 e il 1815, sottraendola per altro ai bagni di sangue della Rivoluzione Francese.
Tra gli scontri tra Francesi e Inglesi ricordiamo la battaglia al Rocher Du Diamant.

Il Rocher du Diamant o Diamond Rock è un pittoresco isolotto vulcanico alto 176 m al largo del capo sud-occidentale dell’isola, di fronte all’omonima spiaggia Le Diamant. Interessante habitat naturale di numerosi uccelli marini e luogo di attrattiva per i subacquei, questo sperone roccioso ha soprattutto una storia avvincente da raccontarci. Nel 1804 vi sbarcarono 120 marinai inglesi che ne fecero una piccola roccaforte, con caserme e magazzini, e lo chiamarono con lo stesso nome di un’inaffondabile nave da guerra della Marina reale Britannica, Diamond Rock. Per quasi un anno e mezzo gli inglesi attaccarono a cannonate le navi francesi che cercavano di attraversare il passaggio. Le battaglie si conclusero solo con la messa  a punto da parte dei Francesi di un piano per ingannare il nemico: l’ammiraglio francese spedì sull’isolotto una scialuppa carica di rum, gli Inglesi ormai isolati da troppo tempo caddero nel tranello e i francesi si riappropriarono dell’isola.
L’isola fu definitivamente restituita ai Francesi nel 1815, quando, dopo le guerre napoleoniche, l’impero francese stava entrando in una fase di stabilità.
In tutto questo periodo un’intensa Tratta dei Neri modificò la popolazione della Martinica. Il persistere dello schiavismo in epoca rivoluzionaria (a differenza della Guadalupa) fu all’origine di numerose rivolte tra il 1816 e il 1848.
Nel 1848 Victor Schoelcher,
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ministro francese per i possedimenti d’Oltremare, ottenne l’abolizione della schiavitù nelle Antille francesi, convincendo il governo provvisorio a siglare il Proclama d’Emancipazione.
La storia dell’isola è segnata da un altro importante avvenimento, l’eruzione della Montagne Pelée l’8 marzo del 1902: la capitale Saint-Pierre, la città più evoluta delle Antille Francesi, venne interamente distrutta da una delle catastrofi naturali più devastanti nella storia dei Carabi e morirono tutti i suoi 30.000 abitanti. Il capoluogo venne definitivamente trasferito a Fort-de-France.
Dal 1946 la Martinica è Dipartimento Francese D’oltremare e Regione francese dal 1982.


Martinica (in francese Martinique, in creolo Matinik) è un'isola delle Antille, (capoluogo Fort-de-France). Si trova a 14° 40' a nord dell'Equatore e a 61° ovest dal Meridiano di Greenwich nel cuore dell'arcipelago dei Caraibi, e fa parte delle Piccole Antille o isole sopravento. Le sue coste sono bagnate ad est dall'Oceano Atlantico e a ovest dal Mar dei Caraibi.
L'isola ha una superficie di 1.102 km². Misura 80 km in lunghezza e 39 in larghezza. Il Nord, con il Picco di Carbet e il Monte Pelée (o Montagna Pelée), punto più alto dell'isola (1397 m s.l.m.), è il regno della foresta tropicale. Al centro, la piana di Lamentin fa da transizione verso il Sud dell'isola che offre una successione di piccole colline (mornes) e di valli incantate. La costa è caratterizzata da numerose baie e cale (anse) molto pittoresche. Tra le località di maggiore interesse paesaggistico c'è la spiaggia delle Salines.
Martinica, grazie alle sue condizioni di clima tropicale, è ricoperta da un manto vegetale floridissimo: sontuose foreste tropicali e pluviali, savane, numerosissime specie di alberi, piante, fiori e frutti fanno della Martinica un vero e proprio giardino naturale.
La fauna consiste essenzialmente in crostacei, pesci tropicali e specie di uccelli che volano principalmente nei cieli del sud dell'isola.
Tra le isole dei Caraibi, Martinica si distingue per la sua ricchezza culturale.
La lingua ufficiale è il francese, ma tutti gli abitanti originari dell'isola parlano correntemente il creolo, una lingua comune anche ad altre isole dei Caraibi. Il creolo è un insieme di parole provenienti dall'inglese, il francese, alcuni dialetti africani e degli amerindi.
La letteratura dell'isola è ricca di scrittori e poeti molto famosi; gli autori più importanti originari dell'isola sono Patrick Chamoiseau, Edouard Glissant, Aimé Césaire, Frantz Fanon, Joseph Zobel e tanti altri.
La musica è la danza sono onnipresenti sull'isola: Bel Air, Calenda, Haute-Taille, Mazurka, Zouk sono solo alcuni dei generi musicali suonati e ballati continuamente per le strade e nelle feste delle cittadine dell'isola.
Anche la cucina creola è molto ricca, ed è caratterizzata dai colori e dalla quantità incredibile di spezie che diffondono i loro odori in ogni angolo dell'isola.
Numerose sono anche le feste che si affiancano a quelle tradizionali cattoliche; tra queste la più importante è il Carnevale che porta in strada e per le città quasi tutti gli abitanti dell'isola, tra balli e musiche incredibilmente ritmati.